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Online dal 09/06/2007

LA PESCA SPORTIVA Pesca in mare
Con queste righe mi propongo di scriver qualche cosa sulla pesca in mare, discplina sportiva che mi ha appassionato molto e che pratico tutt'ora, ma molto più raramente, a causa di vari impegni. Come si puo leggere anche sul sito, ho praticato tra le innumerevoli branche della Pesca in mare, il surf casting, il beach legering, il bolentino e il rock fishing. Ho avuto inoltre occasione di avvicinarmi alla pesca con galleggiante (bolognese), la traina costiera, e la pesca con palamiti e nasse.
Il mio intento è quello di scrivere qualche nozione su qualche disciplina e, magari integrare questi scritti con i vostri suggerimenti e consigli.
Teniche di pesca ne esistono svariate: io tenterò di scrivere qualcosa su:

----- SURF CASTING ----- BEACH LEGERING ------ ROCK FISHING ----- BOLENTINO -----
SURF CASTING.
Il Surfcasting, è una tipologia di pesca, che si pratica in spiaggia, d’inverno, durante o alla fine delle mareggiate.
E' preferibile impostare la battuta di pesca, in modo da iniziare prima del tramonto, per vedere bene il posto e il mare con il suo moto ondoso, e quindi poi continuare di notte (la classica nottata), poiché è durante la notte che alcune delle prede più importanti sono in movimento.
Il fondale sabbioso, preferibilmente di grana fine, nasconde dalla fine dell’estate e per i mesi susseguenti, tutta una serie di microrganismi che attirano i pesci grufolatori, (cioè che mangiano sul fondo) ma anche i predatori. E’ chiaro che una mareggiata, una risacca, o una scaduta, facilitano il rimescolamento del fondo, mettendo a disposizione svariati microorganismi appetiti dai pesci. Per capire il luogo ove posizionare le proprie canne, bisogna osservare dove le onde si infrangono. Più vedete onde che si rovesciano davanti a voi e più il fondale sarà basso. Se per caso vedete meno onde alla vostra dx e a sx, sicuramente li in mezzo il fondale sarà più alto. Se queste differenze sono molto accentuate, vuol dire che di fronte a voi c'è un bel canalone dove magari è più "facile" trovare la preda....e quello è il vs posto.
In ogni caso il punto "ideale" di pesca da raggiungere dovrebbe essere quello in cui le onde inziano ad alzarsi per poi frangersi più avanti. Ricordo che comunque la teoria va sempre affiancata da una dose di "fortuna" ...che non guasta mai.
L'attrezzatura: Le canne (telescopiche o a pezzi) aventi una grammatura minina da 100gr.; i mulinelli , preferibilmente a doppia bobina con fili del 0,25 del 0,35.
Picchetti, reggi canne o tripodi; luce da speleologo super potente (per poter vedere bene a breve distanza); una luce tipo lampada a gas; Starlite e relativi porta starlite per le canne; Un ombrellone o tendina impemeabili per ricoverare sia la roba (zaino con viveri) e sia noi stessi ...nei momenti di pausa o di tempo super avverso; Una sedia preferibilmente in alluminio; un Servo: cioè un piatto su cui appoggiare le esche e il materiale che serve a portata di mano; un secchio per eventuali...catture.
Non è da sottovalutare l'abbigliamento: oltre quello normale per poter affrontare una nottata d'inverno, con temperature che arrivano a 1 o 2 gradi e magari con vento gelido, anche una bella tuta termica (tipo quelle da sci), passamontagna in lana, scarpe da trekking impermeabili, roba di ricambio causa eventi particolari (acquazzoni, o entrate in acqua non desiderate).
Oltre tutto questo non dimenticatevi di portare cibo abbondante e cose tipo cioccolato e grappe....Servono.
Le esche!!!! mi stavo dimenticando: per insidiare le nostre prede ci vorrano varie esche, perchè a seconda del tempo, della spiaggia, delle condizioni, i pesci preferiranno o questo o quel tipo di esca. Io consiglio: anellinidi, verme di rimini, americano, cordella, arenicola (micidiale!!); Oppure cannolicchi, bibi, seppie e calamari; Inoltre si possono utilizzare il filetto di sardina, bel legato col filo elastico sull'apposito spillone per poi poterlo infilare agevolmente nell'amo; o anche le esche vive come piccoli muggini o piccole anguillette.
I terminali. I terminali più conosciuti sono il Long Arm, il Pater noster e lo Short. IIl long arm consta di un solo amo attaccato a un bracciolo lungo anche 70 - 100 cm. Il pater noster invece son due ami attaccati ad altrettanti braccioli l'uno (quello più basso) lungo circa il doppio dell'altro. Lo short, unico bracciolo, che con il bait-clip (ferma esca) da la possibilità di lanciare senza possibilità di aggrovigliamenti.

Prede insidiate. Sarebbe molto facile dire: orate, mormore, saraghi, ombrine, spigole.....ma questa pesca non sai mai cosa ti può regalare. A me personalmente è capitato anche di prendere uno scorfano (??????) in una spiaggia.
Quindi il bello.......... è anche questo.

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BEACH LEGERING.
Il Legering (o Ledgering) si differenzia dal Surf, in linea di massima per le attrezzature (molto più leggere....fili e canne) e anche perchè col legering è consigliata la pasturazione.
Il B.L. si effettua nelle spiagge o nei fondali abbastanza regolari. La pasturazione (che si potrebbe anche non fare) si effettua nel punto esatto di pesca calcolando le correnti (che sposterebbero la pastura in altre zone), consentendo quindi di trasformare una tecnica in generale di attesa quali sono un po’ tutte le tecniche , in una tecnica molto attiva in quanto si riesce a concentrare il pesce nella zona di pesca.
I Fondali ideali per il Legering sono quelli piuttosto uniformi o comunque regolari e non troppo frastagliati.
La caratteristica delle canne da Legering resta comunque la dotazione di più vettini (punte) intercambiabili, a diversa azione in modo da poter adattare la stessa canna al lancio e alla successiva messa in tensione della lenza con piombi di peso differenti.
La pasturazione, come dicevo è fondamentale per far "arrivare" il pesce nella zona di pesca ed è questo il segreto del B.L., quando non vi è grande movimento di pesce. Il Legering è utilizzato anche nella pesca nei fiumi e nei laghi, dove le correnti sono minime e dove è fondamentale la pasturazione.
Per ciò che riguarda le esche si utilizzano le stesse del Surf con aggiunta (preferibile) di esche tipo bigattino o pane ammollato con acqua e formaggio. Le prede possono essere le stesse del Surf, ma sono insidiate anche altri tipi di pesci come i muggini e le occhiate.


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ROCK FISHING.
Il rockfishing si divide in leggero e pesante: si utilizzano queste due tecniche a secondo di che pesce si è interessati a pescare.
Si può praticare durante tutto il corso dell'anno dato che sono posti impervi (come si vede dalla foto) e i bagnanti non vi hanno facile accesso.
Per il rockfishing si utilizzano canne da otto.. a quaranta libbre; a seconda del pesce che si vuole insidiare o che "gira" in quel luogo. I monofili variano, e vanno dal minimo 0,30 allo 0,70. Devo dire che adesso esistono monofili in Kevlar o altri materiali particolari che permettono uno spessore più fine (con la stessa resistenza alla rottura) rispetto ai vecchi monofili in nylon.
Il Mulinello deve essere di buona fattura con almeno 300 mt. di filo in bobina e soprattuto con un buon rapporto di recupero almeno di almeno 5 a 1. Nel Rockfishing si insidiano i pesci predatori, quali la spigola, la leccia, il serra, il dentice, il sarago, la murena, la cernia, il grongo e l'orata ma si possono avere anche altre sorprese...
Per esca si può utilizzare (anzi è preferibile) il vivo: muggini , aguglie, anguilette. Ma vanno anche bene esche come cannolicchio, bocconi, granchi, o anche esche bianche (seppie e calamari).
E' importante e utile dire che pescando da una scogliera (rock fishing) è necessario attrezzarsi bene: scarpe adatte antisdrucciolo, pantaloni e maglie antistrappo e a seconda della forza delle onde, non sarebbe male legarsi con una bella fune (possibilmente non al collo) e assicurarla ad un punto ben fisso della scogliera.
E per essere sicuri andate sempre in due.


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BOLENTINO.
Il bolentino si pratica in barca o gommone da pochi metri dalla costa, fino agli alti fondali del mare aperto.
Una superficie estesa immensa che a volte può disorientare il pescatore che non riesce a decidere su quali coordinate dirigere l'imbarcazione. Di solito il pescatore di bolentino meno esperto o il neofita, pesca a casaccio, provando un po' qui e un po' là, senza un'idea precisa delle prede che si vogliono catturare e delle esche che più sono gradite a queste prede.
Questo è un atteggiamento sbagliato e difficilmente porterà a risultati entusiasmanti se non per puro caso. Come per le altre tecniche di pesca in mare, profondità, tipo di fondale, ora del giorno, condizioni meteo, sono di vitale importanza per tornare a casa con qualche pesce. Coloro che possono affrontare qualche spesa in più, si organizzano e acquistano un Ecoscandaglio e un GPS. Attrezzi che servono alla visualizzazione e il controllo dei fondali (Eco scandaglio) e il GPS che ti permette di segnare (coordinate) con errori ormai ridotti al mt, posti e posizioni in qualsiasi punto del mare.
I mesi primaverili sono sempre da preferire; le ore migliori sono quelle della mattina anche se alcune specie possono essere insidiate con successo nelle ore centrali della giornata. Il tipo di esche da usare possono essere molteplici: per la pesca a fondo potremo usare vermi di svariati tipi, anellidi in genere; il gamberetto vivo o morto, o anche esche bianche tipo seppie e calamari.
Per quella a mezzofondo potremo usare sempre gamberetti, ma anche la sardina per insidiare pesci quali boghe, menole. Per la pesca a mezzo fondo è consigliabile pasturare con composti oleosi tipo sardine tritate.
Il tipo di pesca che personalmente preferisco è quella a fondo, la mattina, e a "scarroccio", magari con un paracadute che diminuisce la velocità di scarroccio.
La teccnica è di rimontare sempre la corrente quando non si sentono più abboccate e questo può essere fatto esclusivamnet con lo scarroccio.
Un'altra tipo di pesca è la pesca costiera notturna nei mesi pre-invernali, per insidiare le mormore.
Anche qui è utilissimo lo scarroccio.




(Giampaolo Melis)