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Online dal 09/06/2007

LA PESCA SPORTIVA - Pesca acque interne
Con queste righe invece, mi propongo di scrivere qualche cosa sulla pesca nelle acque interne. Mi sono avvalso delle collaborazione di alcuni amici che, essendo più esperti in queste tecniche, mi hanno fornito il materiale di cui sotto.
Attendo sempre vostri suggerimenti sull'argomento.

Tecniche ne esistono svariate: io tenterò di scrivere qualcosa su:
(a cura di Luca Caridi - VE)
CARP FISHING.

La tecnica del Carp Fishing, come dice anche il nome, è indirizzata alla cattura di questo pesce, la Carpa.
La vita media dell carpa è di 10/15 anni ma possono vivere fino a 40, superando anche i 30 kg di peso.
Il periodo migliore per pescare la Carpa è il periodo appena prima dell'estate, e durante la giornata le ore migliori per insidiare la Carpa sono quelle del primo mattino e il tardo pomeriggio, anche se gli esemplari più imponenti non disdegnano il pascolo durante le ore notturne.
Il carpfishing permette di restare fuori anche la notte, essendo ben equipaggiati, con tenda, branda, un buon sacco a pelo ed un vestiario adatto per l'inverno.
Immersi completamente nella natura e fuori dallo stress quotidiano, imparando a rispettare l'ambiente che ci circonda in cui viviamo.
La pesca si effettua con tre canne con un amo solo per canna; vengono appoggiate su di un pod ( treppiedi) su cui sono montati degli avvisatori acustici, provvisti di una rotellina dove va appoggiata la lenza madre.
Quest'ultimi, al momento dell'abboccata e fuoriuscendo la lenza dal mulinello, emettono un suono: questo è il momento di ferrare e iniziare il combattimento
La canna deve essere almeno da mt 3.5 fino a mt 4.00, e il cimino che per i lanci lontano dalla riva, avrà abbastanza rigidità favorendo la ferrata: per questo sono indicate le canne in carbonio trecciato fisse.
Il mulinello deve avere una buona capacità di filo, almeno 150-200 mt. dello 0.30, e una buona frizione, meglio se posteriore per poterla meglio regolare a piacimento, e con almeno tre cuscinetti.
Fiumi, laghi, cave con canneto,erbai o alberi caduti ed essendo ricchi di organismi/microrganismi, creano l'habitat ideale per la carpa. I punti più favorevoli per la cattura delle carpe sono appunto a ridosso di un canneto, vicino ad erbai o vicino, ma non troppo agli alberi caduti in acqua che, oltre a procurare cibo sono un ottimo rifugio al momento della loro fuga.
Ormai è più di un decennio che pratico questa tecnica con buoni risultati.
Prepararsi un posto, per poter effettuare questa tecnica è impegnativo, prima di calare le nostre lenze c'è tanto lavoro da fare. Se è un posto in cui non siamo mai stati e non abbiamo notizie su come dello specchio d'acqua si cerca di capire com'è il fondo con l'uso dell'ecoscandaglio per trovare buche oppure, se è un fiume cercare dei scalini, se non si è sprovvisti di questo strumento esiste un'altra tecnica denominata plombing. Il plombing lo si effettua con un piombo ed un galleggiante, posto sopra il piombo.
Dopo il lancio facendo uscire dal nostro mulinello si può calcolare la profondità dell'acqua, questo lavoro ci serve per cercar di capire com'è conformato il fondo se fangoso o costituito da ciotoli anche con un po' di fortuna capire dove passano le nostre amiche carpe.
Trovato ciò si incomincia con la pasturazione.
La pastura infatti, non ha altro scopo che quello di attirare i pesci in un determinato luogo di pesca; quindi dovrete decidere voi se farla con l'esca che userete durante la battuta o con altro tipo di pastura.
La pasturazione si effettua con esche naturali come il mais, che è messo in ammollo in acqua dalle 24 alle 48 ore per poi essere cucinato 30/35 minuti dall'ebollizione, una volta raffreddato è pronto per essere gettato in acqua come pastura.
Si può usare anche la classica polenta da fondo o le classiche esche per il carpfishing le boiles! Boiles, esche preparate con farina, uova, aromi liquidi vari, alla frutta, creme e pesce di forma rotonda che servono per stimolare la carpa ad abboccare.
Quando si decide di effettuare una sessione di pesca di uno o più giorni sarebbe buona norma osservare tutti i movimenti dell'acqua per carpire qualche segreto. Per praticarla basta avere la licenza B e seguire le regole del loco in cui siamo.
Questa tecnica è praticata nella maggior parte in Europa anche con viaggi organizzati, ad esempio in Romania nel lago di Salurestri o in Francia a Saint Cassien.

Il carpfishin è una pesca di attesa....se non avete pazienza...lasciate perdere e cambiate sport. E soprattutto il vero spirito del Carpfishing è quello del Catch and Release


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LEGERING.
La pesca a ledgering è sicuramente una tecnica alternativa in particolare quando le condizioni meteo non permettono l'uso delle bolognesi (vento).
La classica canna da Ledgering è lunga 3,60 metri ed è costituita da tre pezzi ed un numero di vettini che variano da due a cinque, permettendo di variare la sensibilità in funzione del peso lanciato.
Si parte da una 40 di grammi fino ad arrivare a 90-100 grammi.
La pezzatura dei mulinelli dipende molto dai gusti del pescatore.
Il filo per imbobinare il mulinello può avere come misure tra lo 0,18 e lo 0,25. Naturalmente l'accoppiata canna mulinello deve garantire un buon l'equilibrio durante la pesca. Il ledgering ha come elemento fondamentale il pasturatore che può essere di varie dimensioni e peso.
Veniamo alla tecnica i pasturatori hanno fori di dimensioni tali e in quantità tale da permettere l'uscita della pastura in un determinato tempo e si può allungare questo tempo chiudendo parte di questi fori con del nastro.
Un altro consiglio determinate per la cattura dei pesci e quello di prendere dei punti di riferimento e lanciare sempre nello stesso punto così da non disperdere la pastura. Sicuramente il ledgering e una tecnica con molte implicazioni e variabili ma questi sono i consigli di base per poter iniziare con l'uso di questa tecnica.

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PESCA ALL'INGLESE.
La Pesca all'inglese nasce in acqua dolce per insidiare più o meno tutti i Ciprinidi delle acque ferme o lente, trasformandosi poi per essere utilizzata anche in acque più veloci e basse. Negli ultimi anni è stata ibridata con successo per essere utilizzata anche in mare, pescando dai moli o dalle scogliere per insediare Saraghi, Occhiate, Aguglie, Boghe, Cefali, Menole, Orate, Spigole, Leccie.
Accessori fondamentali sono la fionda per il lancio delle pasture, il poggiacanna o rod rest (costituito da un'asta telescopica in metallo con una forcella alla sommità, le cui due estremità sono unite da un tubo in plastica flessibile e morbida), il panchetto per sedersi che funge anche da porta attrezzatura, l'ombrellone utile a ripararsi dalle intemperie e proteggere le pasture. Il rod rest va sempre messo di modo che la canna, una volta posizionata, resti inclinata con il cimino che sfiora la superficie dell'acqua.
Le canne per questa tecnica sono chiamate, in gergo, match rods. Sono canne a innesti molto leggere, costruite, come ormai la maggior parte delle canne da pesca, in fibra di carbonio, "amorphous" o "whisker-kevlar". Sono quasi sempre in tre pezzi: calcio, pezzo mediano, vetta. Il calcio è rivestito in sughero o materiali sintetici che consentono una buona presa; su questo scorrono due anelli che fissano, con una semplice pressione, il mulinello. La vetta o cimino può essere in pezzo unico (per lanciare lenze leggere) o con cimino riportato o "sdoppiato" (per lanciare zavorre medio-pesanti).
I requisiti fondamentali per un buon mulinello adatto ai lunghi lanci della pesca all'inglese sono essenzialmente due: elevata velocità di recupero ed ottima scorrevolezza del meccanismo.
Molti pescatori (soprattutto gli inglesi), anziché utilizzare la frizione in fase di recupero del pesce, sbloccano il meccanismo di antiritorno del mulinello frenando, con maggiore o minore pressione del dito sulla bobina, la velocità di fuga della preda. E' un metodo che consente un contatto molto diretto con la preda ma che esige un po' di esperienza! Consigliabile avere sempre una bobina di ricambio attrezzata con del monofilo di spessore differente.
In bobina si utilizzano diametri che variano dallo 0.16 allo 0.12. Per questa tecnica si utilizzano spesso monofili affondanti di color marrone scuro, verde scuro o anche nero. Il loro peso specifico è maggiore rispetto a quello di altri adoperati in altri tipi di pesca. Anche il nylon classico può comunque essere reso "meno galleggiante" sgrassandolo con del comune detersivo da stoviglie. In fase di pesca è importante che il filo affondi perché altrimenti, con il vento, si creerebbero "pance" che costringono a continui recuperi di filo per mantenere la giusta tensione. La sostituzione del monofilo andrebbe effettuata, per sicurezza, almeno ogni cinque o sei uscite. Il nylon utilizzato per i finali varia dallo 0.08 allo 0.12, a seconda, ovviamente, del colore dell'acqua, dei pesci che si vogliono insidiare e delle esche adoperate.


(Giampaolo Melis)